Movimento ed esercizio fisico specifico per persone con Morbo di Parkinson
Progetto Movimento in Libertà© di Danilo Ridolfi
Nel 2015 come Fisioterapista ed esperto del movimento ho ideato un progetto di movimento ed esercizio fisico specifico per le persone con Morbo di Parkinson per l’Associazione Sammarinese Geriatria e Gerontologia: il progetto Movimento In Libertà©.
Dal 2001 mi occupo di esercizio fisico terapeutico, preventivo e sportivo e il ruolo della scelta delle modalità più corrette di muoversi, così come l’educazione all’organizzazione degli esercizi in autonomia è determinante per raggiungere l’obiettivo di stare meglio e sentirsi più in salute.

Parkinson e attività fisica: perché il movimento è parte della terapia
Gli studi scientifici e le linee guida internazionali sono sempre più chiari: l'esercizio fisico rappresenta una componente importante della gestione della malattia di Parkinson.
Quando l'esercizio viene programmato e adattato dal fisioterapista alle caratteristiche, ai sintomi e agli obiettivi della persona, può contribuire a mantenere e migliorare le capacità motorie, l'autonomia e la qualità di vita, contrastando parte delle conseguenze motorie e funzionali della malattia.
Tra i principali benefici che possono essere ottenuti attraverso un programma di esercizio terapeutico specifico per il Parkinson troviamo:
Miglioramento del cammino e della mobilità
Miglioramento dell'equilibrio e della stabilità
Riduzione del rischio di cadute
Possibile riduzione del freezing e miglioramento delle strategie per affrontarlo
Aumento della forza muscolare e autonimia di movimento
Miglioramento della postura e della mobilità articolare
Supporto ad alcune funzioni cognitive
Effetti positivi sull'umore e sui sintomi depressivi
Maggiore fiducia nelle proprie capacità motorie
L'efficacia dell'esercizio dipende però dalla scelta degli esercizi, dalla loro intensità e progressione e dalla capacità di adattarli alle caratteristiche della persona e alla fase della malattia. Per questo la valutazione e la programmazione da parte di un fisioterapista esperto nella riabilitazione neurologica possono essere particolarmente importanti.
Vuoi saperne di più sul percorso di esercizio per il Parkinson?
Movimento in Libertà©Se vuoi ricevere maggiori informazioni sul progetto o capire quale percorso di esercizio può essere più adatto alle tue esigenze, puoi contattarmi direttamente.
VAI AL MODULO INVIA UNA MAILCliccando sul pulsante VAI AL MODULO verrai portato direttamente al modulo di contatto in fondo alla pagina. Puoi invece utilizzare INVIA UNA MAIL per scrivermi direttamente tramite il tuo programma di posta elettronica.
Parkinson e riabilitazione: tornare a sentirsi bene
Muoversi è importante per tutti e lo diventa ancora di più quando è presente una patologia neurologica come il Parkinson.
Con il progredire della malattia possono comparire difficoltà nel cammino, problemi di equilibrio, rigidità, riduzione della forza e maggiore difficoltà nell'eseguire alcuni movimenti quotidiani. Queste difficoltà possono portare progressivamente a ridurre le attività svolte in autonomia e, in alcuni casi, a perdere fiducia nelle proprie capacità.
Anche la paura di cadere, l'ansia legata alle difficoltà motorie e la tendenza a ridurre le occasioni di movimento possono contribuire a limitare ulteriormente la partecipazione alla vita quotidiana.
Recuperare fiducia nelle proprie capacità, mantenere il movimento e continuare a svolgere attività fisica in sicurezza sono quindi obiettivi importanti della riabilitazione.
L'obiettivo non è soltanto migliorare un singolo movimento, ma aiutare la persona a conservare il più possibile autonomia, sicurezza e qualità di vita.
Neuroplasticità e Parkinson: il ruolo del fisioterapista
Come possiamo migliorare la condizione della persona con Parkinson?
Quando parliamo di esercizio terapeutico dobbiamo considerare almeno due aspetti strettamente collegati: il sistema muscolare e il sistema nervoso.
È intuitivo comprendere come aumentare forza e resistenza muscolare possa aiutare a camminare, alzarsi da una sedia, mantenere l'equilibrio e svolgere più facilmente le attività quotidiane.
Meno conosciuto è invece il ruolo dell'esercizio nell'apprendimento e nell'adattamento del sistema nervoso.
Che cos'è la neuroplasticità e perché è importante nel Parkinson
Ogni movimento che eseguiamo richiede l'attivazione coordinata di numerose aree del sistema nervoso. Il cervello programma e modula il movimento attraverso complesse reti neuronali che comunicano con il midollo spinale e con i muscoli.
Il sistema nervoso, però, non è una struttura immutabile.
La neuroplasticità è la capacità del sistema nervoso di modificare, in parte, la propria organizzazione e il proprio funzionamento in risposta all'esperienza, all'apprendimento e all'allenamento.
Nel Parkinson questo concetto è particolarmente interessante perché l'esercizio e l'apprendimento motorio possono favorire l'utilizzo più efficace delle risorse motorie ancora disponibili e lo sviluppo di strategie utili per eseguire determinati movimenti.
Per esempio, alcune persone con Parkinson possono trarre beneficio dall'utilizzo di stimoli esterni, come segnali visivi o sonori, strategie cognitive e specifiche modalità di allenamento del cammino. Questi strumenti possono aiutare a facilitare l'esecuzione del movimento e, in determinate situazioni, a compensare alcune difficoltà motorie.
È proprio qui che assume importanza il lavoro del fisioterapista.
Il fisioterapista non propone semplicemente esercizi generici, ma può selezionare, adattare e progredire gli esercizi terapeutici in funzione dei sintomi, delle capacità e degli obiettivi della persona, utilizzando principi di apprendimento motorio, allenamento specifico e strategie di cueing quando appropriate.
L'obiettivo è stimolare nel modo più efficace possibile le capacità motorie della persona e favorire il mantenimento dell'autonomia.
Esercizio e terapia farmacologica: due componenti della gestione del Parkinson
Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa e l'esercizio fisico non può guarirla né sostituire la terapia farmacologica prescritta dal neurologo.
Questo, però, non significa che non si possa fare molto per mantenere le capacità funzionali e migliorare la qualità di vita.
La terapia farmacologica e la riabilitazione svolgono infatti ruoli differenti e complementari.
Per questo l'esercizio terapeutico, inserito all'interno di un percorso multidisciplinare e personalizzato, rappresenta oggi una componente importante della gestione del Parkinson, con l'obiettivo di mantenere il più a lungo possibile movimento, autonomia, sicurezza e partecipazione alla vita quotidiana.
Vuoi saperne di più sul percorso di esercizio per il Parkinson?
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Dicono di me come Fisioterapista ee esperto di esercizo terapeutico
Di seguito il racconto di come si sono trovate le persone che si sono affidate a me per un percorso di riabilitazione di esercizio fisico terapeutico per i propri obiettivi.
Puoi leggerle cliccando qui oppure leggendo di seguito:
Vorresti sapere come recuperare al meglio dalla tua patologia oncologica? Scrivimi a info@personaltraineradomicilio.it per un parere sul percorso ideale
Progetto Movimento in libertà© che ho ideato
Il progetto è un programma di esercizio terapeutico di gruppo per la riabilitazione e il recupero funzionale della camminata e dell’equilibrio nel paziente Parkinsoniano. Il programma è svolto due volte a settimana.
L’attività prevede l’utilizzo di bastoncini professionali da Nordic Walking ed esercizi a corpo libero e piccoli attrezzi e palline studiati espressamente per il miglioramento delle difficoltà motorie presenti nelle persone con Morbo di Parkinson.

Il programma Movimento in Libertà© è studiato espressamente per le problematiche riscontrate nel Parkinson ed ha obiettivi sia a livello fisico che psicologico.

A livello fisico e funzionale: miglioramento della coordinazione durante la camminata, del controllo motorio, dellequilibrio, della resistenza cardio-vascolare, della tonicità muscolare, della mobilità articolare, riduzione della rigidità muscolare, della bradicinesia, aumento della forza e della flessibilità.
A livello psicologico: aumentare la fiducia in sé stessi e nelle proprie potenzialità, favorire la socialità con lattività di gruppo e fuori dalle mura domestiche, godere della libertà mentale derivante dallattività all’aria aperta, affrontare la malattia da un altro punto di vista.
Per questo progetto è è stato possibile grazie dalla preziosa e importante analisi medica del neurologo Dr. Maurizio Stumpo.
È suddivisa in quattro meso-cicli.
Ogni meso-ciclo da intendersi a livello temporale di due o tre settimane, in base alla velocità di miglioramento motorio dei partecipanti. Segue il programma indicativo suddiviso per obiettivi.
Primo meso-ciclo: apprendimento del movimento base della camminata con i bastoncini e dell’utilizzo corretto del bastoncino. Apprendimento e conoscenza dei muscoli coinvolti nella camminata con i bastoncini e della loro locazione a livello corporeo. Spiegazione iniziale della biomeccanica del passo e della coordinazione tra arti inferiori e superiori. Valutazione dei parametri di forza, coordinazione e flessibilità degli utenti e conseguenti esercitazioni specifiche mirate (tronco, arti superiori ed inferiori).
Secondo meso-ciclo: esercitazioni sulla postura corretta e giusto sincronismo degli arti nella camminata con i bastoncini, esercitazioni di equilibrio statico e dinamico, miglioramento della coordinazione degli arti su- periori con esercizi specifici di manualità con palline. Esercizi di mobilizzazione dei cingoli (scapolare e pelvico) dapprima passivi ed in seguito attivi.
Terzo meso-ciclo: esercitazioni di equilibrio statico e dinamico, esercizi di manualità semplici con l’utilizzo di palline da tennis svolti sia individualmente che a coppie, miglioramento della postura della camminata con i bastoncini, sviluppo della resistenza degli arti superiori camminando con i bastoncini per un tempo maggiore. Attraverso l’utilizzo delle palline da gioco, stimolare la conoscenza corporea attraverso stimoli tattili sulle zone maggiormente rigide, secondo i principi base dell’antiginnastica.
Quarto meso-ciclo: miglioramento equilibrio statico e dinamico con esercizi leggermente più impegnativi, esercitazioni sulla postura della camminata con i bastoncini e sincronismo arti, esercitazioni sul ritmo cioè precisione temporale dei movimenti, esercitazione di differenziazione cinestesica ovvero la capacità di eseguire movimenti precisi ed efficaci. Esercitazioni corporee, guidate dal fisioterapista ed accompagnate da alcune tipologie di sottofondo musicale.
Il progetto inizialmente costituito da due mesi di attività, dopo gli miglioramenti osservati dei primi due cicli sui partecipanti, è stato portato ad attività annuale con durata complessiva di 10 mesi.



Di seguito un video semplice ed esplicativo dei vantaggi del Nordic Walking nel Morbo di Parkinson:
Riferimenti bibliografici principali:
1. Cueing training and physical activity in Parkinson’s disease.
PubMed Link
2. Medical treatment of later-stage motor problems of Parkinson disease.
PubMed Link
3. Ability to modulate walking cadence remains intact in Parkinson’s disease.
PMC Article
4. Parkinsonism: onset, progression and mortality.
PubMed Link
5. Physical therapy and Parkinson’s disease: a controlled clinical trial.
PubMed Link
6. Exercise and motor training in people with Parkinson’s disease: systematic review.
PMC Article
7. Treadmill training for patients with Parkinson’s disease - Cochrane Review.
PubMed Link
8. Effective exercise for the prevention of falls: systematic review and meta-analysis.
PubMed Link

